lunedì 17 settembre 2007

HeLp


E' bastato un attimo e tornare non so cos'abbia scatenato in me. Erano anni che non piangevo così, senza un motivo, uscivano le lacrime ma facevano male. La vena della fronte era ben evidente e gli occhi irradiati di sangue. Ed io non so perchè ieri sera è scoppiato tutto questo. Dare la colpa alla paura per il mio nuovo lavoro è stupido perchè non sono una che va in crisi per queste cose, anche se forse ha fatto un po' anche lei la sua parte. Dare la colpa all'esame di mercoledì è di sicuro la soluzione, ma non credo sia solo questo. Dare la colpa al fatto che sarò un po' sola in questi giorni sì, è la chiave. Ed io lo so che non è colpa di nessuno. E mi dispiace reagire così. Sono più fragile in questo periodo e non riesco a capirne il motivo. Poi odio che questo mondo giri intorno ai soldi. Lo odio proprio così, odio dover pensare a come vestirmi per un matrimonio, tanto anche solo carina sarà difficile. A volte quando mi trovo traa quelle montagne, e respiro i 9° della notte, e guardo quell'immensa distesa di stelle, che voi proprio non avete idea cosa si veda da lì, beh...penso che sarebbe proprio tutto perfetto così. Poi lavo bicchieri, apparecchio, sparecchio, caffè, cappuccini, colazioni, aperitivi. Già, sarebbe troppo facile così però. Ma a volte ci vuole. Ci vuole Alfonso, un vecchietto sempre vestito da montanaro che entra al bar per bere una tazzina piena fino all'orlo di caffe, con il suo cane a cui ha messo al collo un campanaccio da mucca, poverino. Ci vuole proprio sentire tutte le sue storie sulle sue passeggiate, le scalate, i calli, le verruche. Io lo adoro. Ci vuole Adina, che mi fa sempre pisciare dalle risate, col suo accento rumeno, che mischia lo spagnolo all'italiano, che per tornare a casa quando usciamo la devo trascinare fuori dai locali per il braccio, perchè se no lei continua a ballare. Ci vuole Gabry che russa come un trattore, e che mi fa mille mila domande su mia sorella. Ci vuole Matteo che è un pazzo, che dice che sono la luce dei suoi occhi, che mi fa i discorsi sull'età, che mi chiede consigli su come portare i capelli, che prende in giro i ragazzini che vengono al bar e loro non capiscono, che mangia grissini di continuo e che se gli chiedi "matteo, allora tu quando ti sposi?" lui ti risponde "quando vuoi!", e che non è mai serio. già, ogni tanto tutto questo fa bene, in fondo lì è come se avessi una piccola seconda casa, e una parte di me stessa ci rimarrà per sempre. Adesso mi faccio un bel bagno. Oggi si comincia e devo scrostarmi via un po' di brutti pensieri.

1 commento:

il kala ha detto...

Dai mery coraggio,non sei mai sola!!!
Pure io ho l'esame mercoledì e ti capisco...uffa che stress che ho!!!

In bocca al lupo per il lavoro e l'esame!!!^_^